Band 
Tomo undecimo.
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119
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©ella Natura. 119

Are osservazioni, le nostre matematiche, le II Nu-nostre meccaniche ; ma lor si chiude la por- trim ?n tota, e si rallenta il desiderio di distinguersi in ^o?quelle , qualor si spacciano per dannose , osi vieta di eseguire coll’azione degli elemen-ti ciò che fi opera dalle braccia della molti-tudine.

Da questa osservazione si scuopre, che il pe-ricolo di opporsi al progresso delle scienze rien-tra nel pericolo di nuocere alla società, e chel’uno di questi pericoli non è punto differentedal? altro; il che è far delle scienze il maggiorelogio che far si possa. Se la scienza dei nu-meri, e quella delle forze moventi sono in al-cun tempo parute belle e degne di applausi,ciò è stato allorché la macina, che impiega-va tanto mondo, cominciò a girare al soffiodell’ aria, e alla corrente delle acque ; ciò èstato allorché coll’altalena, e col torno dell’ancora piccolissime forze vinsero la resistenzadef pesi piò enormi ; c due uomini appreseroa fare scherzando quel che ventiquattro maleeseguivano bagnandosi di sudore da capo apiedi. Diamo un’ occhiata alle macchine piùcomuni, che facilitano l’apparato del nostronutrimento: l’aratro è la prima in ordine,

TAVOLA PRIMA.

X’ aratro nei eontorni di Parigi .

Pig. 1. L’aratro veduto lateralmente.a II luogo dove s’attaccano i Cavalli.b II timone, eh’ è attraversato dalT asse.q I due pezzetti di legno attraversati pa-li 4 rimen-