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iî L’ effetto' di questa corteccia è di ritener i L n u _q qualche poco i fughi nutritivi , che il fuoco trimentot: comincia a muovere e a disunire . Ma come M0 .
«: questa crosta non si aumenta con la distruzio-ni. ne di ciò che si cuoce, e eh’ ella da ogni parteiti: fi apre divenendo carbone a misura della du-iti rata, od attività del fuoco ; ci siam fatti pa-le droni di quest’ elemento , imbrigliandolo oram colla interposizione dell’acqua, ora dell’olio ,ài 0 dell’ olio e dell’ acqua insieme ; e li diver-1: fisica 1’ impiego di questi fluidi secondo laili natura delle vivande che si vuol cuocere , o.1’: secondo la spezie dei sughi che se ne voglioni cavare.
k Qualche volta noi non vogliamo ottenere Infusioni.
che un dilicato volatile, che noi facciam past-ini fare da un semplice o daunaromatonell’acqua)|i: calda a piccola bollitura . Prolungate , o rad-Igr doppiate voi questo primo grado di calore ip, voi non avete più nulla, lo spirito è giù benoli; lungi . Così è che una mano novizia è rim-4; proverata di aver mestò in tavola alla sua pa-y drona una insipida composta , od un manica-ci retto di amaro sapore . Ella risolve di riuscirà maglio un’altra volta, e per non fallare, nel,|j maggior fervore del bollire getta la cannella,
( !ji il basilico, il garofano, la noce moscata. Co-BC me resta sorpresa veggendo che in luogo di(1I | aver aggiunto grazia a ciò che le stava acuo-junj re , ha accresciuto 1’ amarezza , e l’occasionrot ì di doglienze ! ella in fine si corregge sul;toE modello di una cuciniera intendente, che nonà distribuisce i suoi aromati che sul fine dellacottura.
Quindi conseguentemente si osserva , cheTurno XI. I una
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