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della Natura.
1 ne, sono per nascondersi sotto il Vellutato, L > A „ IT(t! che fa la parte anteriore. Queste traverse di deli.’U o-
„ filo azzurro illaidiscono il rovescio: maquest’è M0 '
«ttà, r 1
^ senza conleguenza.
Ciò fatto, 1’artefice ritira la verga di fer-ro dagli anelli di trama, che la cuoprono: ed( essendo essa più larga verso la sua estremità,quelli le resistono sul suo passaggio: ma essen-ti' do tagliente nella parte anteriore, si sbriga di•“"f questa resistenza tagliandoli tutti. Il lavoran-’ te stende allora colla man sinistra forti cesoie, a; lungo la linea finita: n’abbatte tutt’i peli, e
* forma così una ferie di fiocchi d’una ugua-glianza perfetta , i quali unendosi ai preceden-
m „ ,ti ti, ed ai seguenti, fanno il Velluto. Una' S ".: prima linea di questa spezie, contando l’infi-ra s 1 ' latura de’ punti, e de’ peli di lana coi duej getti di filo\izzurro che li mantengono, ha
* un po’ più di grossezza, che non v’è di spa-:o ' 1 ' zio tra una primàs linea traversale del quadra-
* to, e la seconda. Ci voglion’otto vergatedi lana con sedici getti di filo stretto per cor-
mE rispondere alle dieci linee traversali d’un qua-n; orato . Il lavorante vede sempre in questo mo-s |: - do il progresso del suo lavoro. Egli siegue pun-ir- to per punto, e mescolanza per mescolanza il] U 0 g 0 del modello, in cui è giunto, e dipin-< ir ge magnificamente senz’ avere alcuna idea dif :t: pittura, o di disegno. Non pare che quelli,loik ' 5 quali dirigono il lavoro de’tappeti tra’Mao-® mettan!, siano più gran disegnatori dei loroto' lavoranti. I tappeti di Turchia son colori sim-matrizzati, e niente di più.
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