Band 
Tomo undecimo.
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242
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Il TagliòdegliABITI} &C'

24L Lo Spettacolo

datamente di trocafila in trocafila, sino a dnventar, se si vuole, quasi indiscernibile. Que-sto filo d’ acciaio è poi tagliato , appianato adue facce verso stian de’suoi capi, poscia fo-rato sur un’incudine con un punteruolo, chevi si batte d’ambe le parti . Un’ altro lavo-rante con un' altro punteruolo fa partire ilpezzetto di ferro , che restava ancora impe-gnato nei buco. L’ago é rimesso ad un’altrolavorante, che ne rotonda la testa a forza dilima . Con altra lima gli si fa la punta .Una terza gli da l’ incavo d’ ambe le partisul piano dell’agcr per distendervi il filo. Unaquarta lima ne rettifica le disuguaglianze .L’ ago è rimesso al fuoco sur un ferro schiac-ciato per essere con molt 1 altri gettato nell’acqua fredda , e indurato colla tempera . Ri-torna st ottava, e decima volta al fuoco, e dallafucina fulst incudine, dove finisce d’essere pre-parato col martello.

Sinora st ago è rozzo, e rugginoso . S'ac*compagna con dodici, o quindici mila altri ,che fon posti cima a cima, e costa a costa inuna tela di traliccio , di cui si fa un rotolodopo averli spruzzati d’olio d’oliva , e impol-verati di fino smeriglio, eh’è una pietra du-rissima trovata nelle minere, e ridotta in pol-vere impalpabile per brunire i metalli . Que-sto rotolo ben legato collo spago va, e vienedue giorni alla fila tra una tavola liscia , eun’altra grossa tavola pesantemente caricata,che due uomini spingono, e respingono, inca-so che ciò non faccia una macchina . Questalunga agitazione degli aghi vi cagiona uno