delia Natura. 249
«i
:fc ; fVfeA tv5«/j rvjvjcv*.»-. cvfcv.
j* LE PELLICCERIA,
»ièi
E GLI APPARECCHI DE’ CUOJ.
CO " 1 ' '
>6 TRATTENIMENTO XIII.
I
«: TMpiegando i fili, che si traggono dagli ani-I mali, e dalle piante, ci conformiamo per--â- lettamente alle mire della Provvidenza,!t« che ci assoggetta ad un’utile consumo, e adà:? un bisogno sempre nuovo sì per la nostta nu-B,a dit'a, com’ anche per l’insufficienza della pel-le degli animali. Allorché la vita degli uo-mini era molto lunga, supponend’ella una co-stituzione differente nella natura, occasionavaminori bisogni. Le pelli, eh’erano il vestimen-to dei primi uomini, non essendo esposte al-\ lora alla ritrazione, ed ai disordini, che Pal-li ternativa delle piogge, e del Sole vi cagiona,I* la durevolezza n’ era grande . E‘ ben vero cher la continuità d'un Sole senza nuvoli poteva* recar’ incomodo, e chieder un tetto, una ten-da di pelle, o qualch’altro coperto oltre P abi-to. Noi lo proviamo ne’ più bei giorni de’nòstri mesi di Maggio, e di Settembre. Maalquante pelli cucite insieme n’ erano il rime-dio , e somministravano un coperto doppia-mente vantaggioso in ciò eh’egli era portati-le, e che non se ne vedeva la fine; il pelo,e la lan aggine essendo impenetrabili alle piùcopiose rugiade. Onde la Scrittura, che non