Te Pel-licceriex gli Ap-parecchide’ Cuoi .
Gli appa-recchi co-mimi.
25 6 Lo Spettacolo
vitellaio, cojajo , ungherino , marrocehinajo,e pergamenato; pur le pelli, che passano perle mani di questi lavoranti, hanno dovut’es-sere quasi tutte purgate dal sangue, sgocciola-te, pestate, meste in ritiro, meste in un tino,sul cavalletto , scarnate , sfiorate , aguzzate , gon-fiate , raddrizzate , e spesto sciorinate.
S’immerge la pelle nell’ acqua corrente, perlevarne il sangue, e’l sudiciume. Si lascia sgoc-ciolare, e poi si volge, e si rivolge a forza dibraccia in un tino, oppur si batte con pestel-li. Si mette in un tino di legno, o di pietraacconciato coi mastice, e pieno d*acqua, incui si stempera calcina viva per disporre il pe-lo a cadere al minimo sforzo. Si ritira sull’orlo del tino. Si stende sul cavalletto, eh’èun largo pezzo di legno rotondato, e piega-to, per esservi scaricata del suo pelo con uncoltello di ferro senza filo, o con un sempli-ce cilindro di legno; essendo sufficiente la pri-ma impressione per abbattere il pelo, di cuila calcina ha bruciato le radici senza offen-dere il tessuto della pelle. Si sfiora sul caval-letto passando il coltello dalla parte del fiore;quest’ è quella, che porta il pelo: Si starna ,passando il coltello dalla parte della carne;quest’ è quella parte della pelle, che sta attac-cata immediatamente alia carne dell’animale.Si tagliano i resti delle fibre carnose, e quan-to può cagionare un tumore, o solo una dis-uguaglianza . Una pelle aguzzata è quella,in cui s’ è fatta passar la cote. Lo strofina-mento, che si fa con forza sul cavalletto, fi-nisce di spremere i residui della calcina, e quan-to può formare qualche callo. Il gonfiameli-