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2Z8 Io Spettacoiq
Le Pei- za ' cIie Ia s cienza ^elle minute particolaritàuccerie, non può convenirne eh’a quello, che vuol’parecchi essere artefice. Ci contenteremo^di ciò, chebe’C uoj • fa ’l vero oggetto di ciascuno jdi questi mestie-ri ; perché quest’ è ciò , c’ hanno d’ interes-sante .
Il vitellaio passa ogni sorta di cuojo in bian-co, dal cuojo di bue sino alla pelle d’agnello,Lavora principalmente pel servigio del basta-io, e poi del guantaio. Impiega per le pelli,che destina a quello, la crusca di frumento,il sai marino, e l’alume. Per affinar le pel-li, eh’il guantaio dee porre in opera, s’im-piega da principio la crusca in seguito dellepreparazioni comuni, poi col sale, e l’alumesi mette in opera il fior fino di frumento, etuorli d’uovo stemperati insieme ne!!’ acquacalda: si fa del tutto una pappa, di cui lepelli sono impastate, e nodrite in una ma-dia .
Il camosciaio imbeve d’olio di merluzzo nonsolo la pelle del camoscio , eh’ è una caprafalvatichiffîma , ma la pelle di tutte 1’ altrecapre, sebben molto inferiore alla precedente;ed anche quella della pecora, eh’ egli apparec-chia a guisa di camoscio.
Il cojaio colla corteccia delle giovani quer-ce di diciotto in trent’anni, messa in polverein un mulino a quest’uso, e con cui egli pe-netra le pelli, altre più, altre meno; le dispo-nea servigi, ed utilità differenti, la principaldelle quali è restar’immote, ed impenetrabi-li ali’ acqua.
Se ’l cojajo mette due, e tre anni a perfe-zionar nella calcina del tino, poi nella pol-vere
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