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De’ cuoj preparati colla corteccia di querciagiovane altri vanno in crosta da’calzolai, eda quegli artigiani, eh’impiegano cuoi duri ;ed altri sono addolciti, e qualche volta colo-riti dalle mani del Letamaio.
Il principale oggetto di quésto è Rammol-lire , ed ammorbidire le pelli di vacche , edi vitelli, che serviranno a far le tomaia del-le scarpe, o le imperiali, e i lati delle car-rozze , o i bardamenti, e tutt’ i pezzi, cheresistendo ali’ acqua, ed a continui sforzi,debbono però divenir pastosi, o sia per pren-dere una bella forma, o sia pef facilitare ilmoto colla loro pieghevolezza.
i.° Queste pelli, benché preparate, avendoancora molte fibre carnose, il eoramaio le im-molla per qualche tempo nell’acqua naturale.
2. 0 Egli ne le trae per distenderle sur una ta-vola ben piana. Poscia con un coltello a ro-vescio leva via a forza di braccia la carne su-perflua., e le ri bagna. ,
j.° Le preme tutte fresche sur un graticcioa colpi di calcagno, sinché comincino a for-za di pieghe a diventar morbide, o manegge-voli .
4°. Le imbeve d’olîo di balena , essendo'questo liquore con la sua untuosità preferibilead ogni altro per questo effetto.
g.° Le distende su gran tavole, in capo del-le quali le tiene assoggettate ad una morsa. Lacon un pezzo di legno grosso, ripieno inferior-mente di scanalature , che s’incrocicchiano,le piega , le preme, le fa andare, e venitevarie volte sotto i denti di questo stroitoento,che ne rompe le più rigide elasticità. Ciò pro-li 3 pria-
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LICCEItlEj,-E gli Ap-parecchide’ Cuoj »•
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