Band 
Tomo undecimo.
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267
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della Natura. 267

Questa convenienza, che annette colori prò- le Tu*prj a ciascun giorno, a ciascuna età, ed a eia- TURS *scuna situazione, fa sussistere un’infinità di la-voranti, e consumare un’infinità di materie,che non sarebbero senza ciò che fastidiose , enocive. La tintura le ricerca : e da ciò , cheporta seco la nausea , o anche il veleno , ellafa uscirne vantaggiosamente ora una candidez-za abbagliante , ed ora un Vermiglio proprioa dar risalto ai colori, che spiccano nei palazzi,e ne’ Tempi •

Qui non dobbiam nulla ai Dotti d’Atene edi Roma, di Parigi e di Londra , che si sonomaggiormente occupati in oppinioni , ed incontroversie. Siam debitori di tutto a quelli,eh’ hanno avuto a cuore i bisogni della Socie-tà . Uno dei più gran maestri in questo gene-re è il celebre Colberto. Alla sua attività, edalla sua penetrazione dobbiamo quelle sì saggeordinanze , che assicurano ai Grandi abbiglia-menti di un colore squisito, ed ai Piccoli stof-fe di un colore schietto , e durevole . Egliprevenne i falli notabili fra i nostri lavoranti ,e non invidiò punto quest’ utili cognizioni al-le Nazioni straniere . I suoi regolamenti rac-cozzano lumi, che non erano ancora stati riu-niti in nessun luogo. Le pratiche buone vi so-no esposte con tutta la chiarezza . Non vi sifa mistero di nulla: e ciò, eh’egli temeva checiascun lavorante non ritenesse per se stesso inuna meschina maniera, esso cominciò dal far-lo stampare, e dal dirlo a tutta la terra.

Non fu pago di stabilir sordine in una pro-fessione , in cui regnava una libertà pernizio-fa, assegnando giusti distretti, e prescrivendo

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