I*a Dimo-strazioneEvangeli-ca .
Differenzadelie operedella magiae dei mira-coli delVan-Seio.
24 Lo Spetta coio
nunzio del Vangelo , che non v’ era alcunparagone da farli tra i miracoli della missio-ne Evangelica , e le operazioni, sì della Ma-gìa , sia della theurgia , che non differivano senon di nome.
Ivi non rinvenivasi se non se un gran nu-merò di capricciose favole , che non aveanonè alcun ragionevole scopo , nè alcuna con-nessione ; un gran numero di meraviglie adot-tate dalla paura, accreditate dalla superstizio-ne , messe a profitto dall’ avarizia , spacciatedalla ciarlataneria. Ciò che raccontavasi del-la forza degi' incantesimi, e della operazionedei genj, facevasi al bujo. Nulla era nè po-teva essere esaminato , e molto meno ca-pito .
Far discendere la Luna dal Cielo in ter-ra ; far morir i serpenti pronunziando unacerta formula; dimagrare le vicine campa-gne a vantaggio della propria; mandar la pe-ste , o divertir la grandine ; in una parolacomandar alla natura , e cangiarla in un at-timo , erano gli ordinari poteri, iminuti pia-ceri degi’ incantatori ; cioè a dire, eh'essi nonaveano un potere di forte alcuna.
Tutto il reale della magìa comunementeriducevasi a dei malefizj , e a dei avvelena-menti. Per punir delle anime piene di orgo-glio , e di passone, sembra che Dio abbiaqualche fiata permesso , eh’ esse fossero colpi-te o dalla vista di uno spettro, o da un’ ap-parenza di adempimento di qualche predizio-ne. Ma quanto i Demoni hanno potuto met-ter del suo in tutto ciò che chiamasi scien-za occulta , non ha mai formato alcuna co-sa
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