Band 
Tomo decimoquarto.
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BEtLA Natura. 127

> t La mensa Eucaristica non consisteva già La

solamente nell’antica offerta di alcuni frutti strazine*'ione. della terra , per ringraziar Dio delia crearlo- E v anceli-tt:i: ne degli esseri, e dei mezzi di conservargli. c * 'ta. Tale eraT Eucaristia dell’uomo innocente,at Quell’omaggio prescritto con tanta giustiziack:; al primo uomo , fu continuato dopo la cadu-li». ta di lui, ed ancor si continua, come i rega-te i: li , che la Provvidenza continua di anno inìi Ut anno a mandargs . Anticamente tutti i po-îtjo poli vi hanno aggiunto quel che da Noè avea-t,; no inteso di Adamo , e di Abele ; io vo-1 kS glio dire la effusione del sangue delle be-tMi Aie , cui essi spargevano in luogo del pro-«i! prio, e eh’era non l’espiazione, ma la con*riesi sessione dei lor peccati.vs.f La mensa Eucaristica infine essendo la par-ticipazione alla vittima della temporale allean-za, ali’agnello di Dio, che toglie i peccatik'.„ del mondo 5 era essa 1 ’ostia di A.bele, e l’Eu-caristia del peccatore , ma del peccatore infi-ne riconciliato : era tutto insieme il più[ { v grande di tutti i doni, e il rendimento di«è,, grazie dei fedele intimamente unito al sacrifi-zio propiziatorio.

(v - Questa mensa essendo quel che la religionec v avea di più grande , e che più interessava idj..; Fedeli ; non ne abbiam già a prender le idee. dai nostri ragionamenti , ma dalle relazionidei primi testimoni.

.i,(j II ricevere quel che la Chiesa in quel con-viro distribuiva , non era più un nutrirci diun pane, e di una bevanda comune. L’Apo-„ t jjj logista del Cristianesimo S. Giullino , che celo dice così nettamente, come S. Ignazio di' Li An ’