> della Natura. 213
mei:: Se i! Salvatore non ha da principio detto
a ti tutto, nè spiegate le regole ai suoi Apposlo-ik pt li in quel tempo, in cui circa la primazìa,e la necessita di loro essere associati, gli fa-re:,; ce vano delle quistioni, onde scoprivasi il lo-ro orgoglio; ciò fu, perché egli riserbava al-lo Spiritosanto, cui egli doveva spargere so-pra di essi, la facoltà di guarirgli dal? amorio::, delle distinzioni, e dalla gelosia dei persona-li li vantaggi; di mostrar loro a tempo la for-Ci:i ma del governo della sua Chiesa; è di lor ri-ir;,'; velare ogni verità necessaria. Egli la insegnòtiico loro a voce in tutti i discorsi con essi tenutidopo la sua risurrezione. Ne diede loro l’in-M telligenza, e ne fece loro sentir la forza , e1’ampiezza per mezzo della comunicazion del; C suo Spirito. Quel eh' essi han praticato, vien™ dunque da Dio : ivi dunque, e non già neipensamenti di alcun uomo noi troveremo la:v. nostra regola.
Il commentario di tutto il Vangelo, e ilmodello di tutto 1’avvenire , debbon per con-seguenza trovarsi nella condotta degli Appo-steli. Due tratti, che noi vi potiamo sceglie-’j'jjf. re, abbracciano tutto.
r . Imeneo, e Fileto, troppo avvezzi alle dis-, ( pute delle scuole Greche, e non potendo ri-sol versi ad ammettere come rivelato ciò chenon potevano concepire, si misero a dogma-.. lizzare nella Chiesa di Corinto su la risurre-" , zione dei corpi, e a negarne la possibilità.
Sdegnati i fedeli ne avvertirono S. Paolo lor,ro primo Predicatore. Confutò egli le immagi-nazioni di que’ragionatori, e rassodò la fede‘"V. di quei che si eran lasciati muovere. Tostai
O 3 meti-
La Dimostrazione-Evangeli-ca .