della Natura. 285
Domeniche con tutte le Chiese, e che i San- La Djmoti Concilj e’ingiungono di spiegarvi , per ec- «trazionecitar in voi dei santi affetti, e per lasciar nel Evangeli-vostro intelletto dei forti motivi a ben con-durvi .
Nelle grandi Citta si posson sentire dei di-scorsi più ordinati : ma nulla vi s 1 insegna,che possa, meglio del Vangelo e dell’Offiziodella Chiesa, dar della rettitudine allo spirito,ed inspirare l’amor del bene.
Fermiamci in un più particolar modo sul’annunzio del Vangelo, perché esso eguagliala vostra condizione a quella dei Cristiani me-glio istruiti, e non si pubblica in alcun luogodella Chiesa Cattolica, senza portar con sè laprova di sua divinità.
Dopo che gli Appostoli ebbero convertiti iprimi Fedeli in mezzo a nazioni tra sé scono-sciute, vi lasciarono degli uomini con il ca-rico di continuar la medesima predicazione.
Da quel tempo non è ella mai stata interrot-ta, e la parola, che da principio ha formatola Chiesa , continua a formarla. Ma benchéogni verità necessaria si trovasse, e si ripe-tesse in questa generale predicazione, che an-nunzia il Cristianesimo, e che fa dei Cristia-ni ; i primi Fedeli con premura raccolseroquanto era stato scritto dagli Evangelisti, edai santi Appostoli. Le Chiese, che avevanoricevuto , e che mostravano quegli scritti,per la maggior parte tuttavia sussistono. At-testarono esse alle altre di aver ricevuto latale e la tale istruzione circa i lor differenti bi-sogni . Essendo ancora vivi gli Appostoli, escorrendo per le Chiese, che ricevuto aveva-no