La Dimo-strazioneEvangeli-ca .
*88 Lo Spettacolo
sa si diporta con più prudenza . Lungi dalsoffocare i sentimenti della pieta, gli eccitaanzi quanto mai può. Desidera anzi, che fuoriproducansi. Ma essa ciò fa con ordine, e condignità.
Parla essa poco, e ciascun giorno ci fa ca-pir più cose, che nonNie dice. Ci fa essa con-cepire e meditare un gran numero di veritàper mezzo delle differenti parti del suo este-riore, in cui tutto ha un chiaro senso, e unapatente relazione alla sua fede.
Dal canto dei Fedeli , contentasi ella al-tresì di un semplice segno di lor confessio-ne, e di un gesso espressivo. Chi è che nonintenda quel che i Fedeli dichiarano conquel bacio di Pace , ché precede la Comu-nione ? Chi è che non intenda la confessio-ne di lor confidenza nell’ unico sacrifizio delSalvatore , quando si abbassano dinanzi nuna Croce ? Hanno essi un' altra inten-zione , quando esprimono il pensier del-la Croce , col moto della mano , che la fi-gura ? Si parla a ogni proposito , anche ta-cendosi : e come si saluta con la boc-ca, si saluta col cappello; si saluta pur conla mano.
Non sono mai stati biasimati gli Ebrei, peraver ornato con lame d’oro l’Arca deli’allean-za. Sono mai stati accagionati di superstizio-ne, per aver avuto l’uso, in qualunque Pae-se che fossero, di rivolgersi orando verso illuogo dov’era l’Arca? Que! gesto gii facearisovvenir dei lor obblighi, ricordandosi del-l'Arca, e del libro contenuto in essa . Al-l’istesso modo le cerimonie non danno la san-tità ;
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