Trattenimento VI. 6 g
ÌPerben sentire , quanto prodigioso spazio sia,iS questa sola metà, immaginatevi un cavallo,m ed una palla di cannone, che partan dalla terraverso il Sole, continuando il lor cammino d’un® passo sempre eguale. Supponiamo, che il ca-, vallo faccia le sue 2 5. leghe [per giorno, e cheA"; la palla di cannone percorra cento pertiche"V ( tolse ) ogni secondo. Moltiplicando 25,le-ghe per 365.giorni, il cavallo farebbe in ut!A, anno nove mille cento venticinque leghe . Do-l P lu ' po d’aver marciato per 1550. anni, egli nonaverebbe compite , che 14. millióni cento“P 1; quarantatrè mille settecento cinquanta le-r tE ghe. La palla, che percorre cento pertiche inun fecondo, farebbene sessanta volte altret-î*!; 1 tante in un minuto, cioè cento ottanta le-ghe per ora, che verrebbono a fare 4320. le-;:ì£ ghe p er giorno, e un missionecinquccen-set-tanta sei mille ottocento leghe per anno. Vo-Q lerebbe la palla noveanni, e non averebbe an-cora travalicato più di quattordici missioni■'ss cento novantun mille ducento leghe. Se novess anni non bastano alla palla di cannone, se quin-P® dici secoli e più non bastano al cavallo per arri-zK- vare al Sole, nella nostra maniera di contare ,che tanto è al di sotto del vero computo de’va-'ol î(i lenti Astronomi ; quando poi v’arriverebbono,se dovesser empire la giusta misura, che noi nonE® reggiamo a tener salda, e che può di molto al-lungarsi, per una sola sessantesima d’un secon-do, od’un terzo, ch’è inaccessibile e agli oc-ct chi, e agli strumenti ?ss; Questa distanza, che ci atterrisce, è non perJg tanto pochissima cosa in paragone di quella chetroveremo in appresso tra la terra ed il Pianeta
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