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Tomo settimo.
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70 II !,evak del Soie,'

di Saturno, tra la Luna e le Stelle fisse, tra unaStella ed un* altra,

Avantag. Ma che colui, ehe dispensa Tessere a suo de,gio di neplacito, e che ha in pugno la materia, lasvetta 6-moltiplichi, ladistenda, la lavori in grande,^uazia- e mctt3 quali unimmenlìtà nellopera sua, nonè propriamente il soggetto della mia maravi-glia e del mio stupore ;o almeno questa mia ma-raviglia proviene principalmente dalla mia e-strema picciolezza, Ma quello che con più diragione mi sorprende , e mincanta, si è vedere,che ad onta della mia picciolezza estrema, unamano non men benefica che valente sè degna-ta proporzionare questa distanza a i vanrag-gi, che a mene dovean ridondare; ed ha insi fatta guisa collocato il Sole rispetto alla ter-ra ehio abito, chele fosse vicino quanto ba-stasse per riscaldarmi, e lontano quanto esige-va un grado proporzionato dazione , che nonapportasse T incendio,

ì raggi di fuoco, che portano da un globo difiamma cento mila volte, anzi un milione divolte maggiore della terra, debbono avere unattività inconcepibile, finché rimangono strettied accozzati lun ali altro , ed operano unita-mente, Debbono poscia farli divergenti, cioèdisgregati sempre più, a misura che si allonta-nano da un centro comune , e fi dispergononella vasta circonferenza, illuminata dal Sole;e la lor forza scema a proporzione della lordisunione verso le stremità. Questa divergenzaderaggi di luce si può facilmente concepire collimmagine de raggi duna ruota , che sono assaistretti ed unici verso il mezzo onde^ partono ;dove aliincontro versoi canti del cerchio ove

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