Trattenimento VI. 71
terminano sono tanto più separati, quanto piùgrande è il giorno de' canti medelimi.
La nostra terra situata in un punto, in cuifosser venuti a battere questi raggi in troppo nu-mero è tropo uniti ,non avrebbe potuto sostene-re l’ardore. Posta fuori di mano, verso la stremi-tà del mondo Solare, non averebbe ricevuto senon un lume moribondo , e inefficace. Perciòella si trova nel giusto punto, in cui non teinegl’inconvenienti della soverchia vicinanza alSole, nè è senza quei desiderabili vantaggi, cheuna troppo grande distanza le avrebbe tolti.
Parmi che sarebbe vana pretesa il restar diammirare questo beli’ordine, considerando lasituazione della terra come un necessario effet-todella gravità e della scambievole attrazionede’corpi. Coloro che parlano d’attrazione e digravitazione, forse intendono quel che dicono :ma cotesta gravitazione, che vogliam concede-re aver dato alla terra quel luogo eh’ella oc-cupa, ha ella altresì formata l’atmosfera checinge la terra medesima? L’artifizio nonv’èignoto. Aggiungerò una cosa che finirà di far-vi capire, se dalla caduta d*una polvere disgre-gata, attratta, o compressa, siasi formatalaterra dov’ella si trova, e gittata fra lei ed il So-le un’atmosfera trasparente ; oppure se unospeziale e liberissimo proponimento abbia pelben delPuomo regolata la struttura della terra,la sua distanza dal Sole,e la corrispondenza del-la nostra atmosfera con quest’Aslro luminoso .
Concepite la terra esposta ai raggi del Sole,come una sfera esposta al lume d’una fiaccola.Esser non ne può illuminata fuorché una metà.Ghiamamo Parigi o P, il punto superiore del-ti 4 la
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