88 La Luce.
insetti, s’aprono a capo di alcuni giorni, al- jttri già trovandosi sulle piante, o su i frutti, che mili mettono nell’acqua a disciogliere, ed altri svenendo ivi deposti dalla madre, che cerca per , Sìmezzo dell’aria, e con l'ajuto degli odori, il ;luogo che le conviene . Cotesti vermicelli sono j !salcuna fiata mille volte più piccioli, che la tar- i ama più impercettibile ; poiché il microscopio fce ne mostra a migliaia in una goccia d’acqua fìgpiù piccola del più picciolo grane) d’arena,Qualpuò essere la grossezza d'un simigliante anima- ale? Quai posson esser gli strati di liquore, che .Acompongono il suo occhio ? Qual sarà il risi ter- •:
to o l’immagine degli oggetti vicini, che nel a,fondo di quessocchio dipingonfi? Ora questa :kimmagine è composta delle estremità d’infiniti ttriraggi di luce. Dicasi mo , cosa sarà un pallon- i8icino di questa luce. E se ogni palloncino è un (iìavortice composto di particelle, che tendono a ildisperdersi per tutti i versi ; e che perdendosi- sei;cun poco del loro equilibrio per una pressione kstraniera, vanno a causare sul fondo deli’occhio kidi quesl’Essere vivente un' agitazione, od un ilemoto proporzionato a’di lui bisogni; ci si para ùdinanzi un abisso di diminuzioni si nelle moli pdegli elementi,come in quelledegli Esseri com- al
posti: un abissodi proporzioni ne’movimenti i;più ignoti, e di maraviglie tanto in ciò eh e na* (scosto, quanto in ciò che da noi si vede. «
La prò- Per inaccessibile che sia a’noslri sensi la strut- aipagazio- tura e la misura delle picciole parti della Luce, ;Vne della no j possiamo nulladimeno formarne qualche auce ' ragionevol giudizio , paragonando la sua azio- tane, ed i suoi effètti, con queideglieìementi i t!più palpabili. Hanno senza dubbio tutte Pope- à
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