Io La Luce.
tiràottoodieci violini in vece d’uno*. L*on-da, formata sulla superfizie e neH’interior d’unostagno, se incontri un argine , od altro ostaco-lo, quivi si rompe : ripiegasi in se stessa; eiaporzione del suo cerchio, interrotta o tagliatadall’ argine, si termina di qua per un verso con-trario , benché con una nuo vaimminuzione ca.gionata dalla resistenza dell’ argine medesimo .In somma ogni liquido, che riceve qualche im-pulsione, qualche pressione estrinseca, perdeper ciò alquanto del suo equilibrio.- e questoscomponimento si distribuisce per esso fluidoquasi irradiando da ogni parte, benché sia piùfortemente , dirò cosi, sentito dalle prime par-ti agitate', e via via meno dalle più lontane;lo che fa che la comunicazione di una tale im-pressione sia da prima più valida, appresso piùdebole, e decresca a proporzione della lonta-nanza . Eziandio se vi s’ imprimano diversimoti; se si pelòta il fluido con replicati col-pi per contrarjversi, tutte coteste onde potran-no frastagliarli, intersecarsi, mutuamente in-debolirsi , non già confonderli, o distrugerlitotalmente. Tutte le grida d’uua pubblicapiazza pervengono a tutte l’orecchie del vici-nato: tutte le voci d’un concerto, forti, e de-boli, feriscono tutti gli uditori. Ma la vocepiù dominante si distingue, e l’arcata più ap-poggiata, e più forte è la meglio intesa. Lamenoma impulsione, che si dia ali’acqua d’un
fiu-
* Tal cosa si può osservare nella corte , nelî’atrio, che è davanti il Castello di Gennete ; dueleghe lungi da Roano nel paese di Caux nella Nor-mandia.