Trattenimento vili. 115
®! B0 altre simili masse di raggi, che tutte ver-B ® ranno a metter capo nel!’ occhio ì L’Iride, chene difende l'ingresso, distrae ed allontana il*>•- troppo, e ammette solo il necessario. Maque-sto necessario è un abisso di linee riunite sullapicciola estesa delia pupilla : e pur niuna di es-® se smarrirà il suo cammino : tutte se n’ andran-j®" no con ordine, e quasi a piccole schiere ad oc*itile cupare differenti quartieri .-quelle che son par-tite da uno stesso punto, vengono da tutte lettta: estremità ) e da tutta là larghezza desta pupil-di la , a raccogliersi in un punto desta retina diste-illii sa sul fondo dell’occhio, eh’é il loro termine,iné a cui son destinare. Quivi elle si distrigano, si;tt»; sviluppano ad onta della lor moltitudine , eelt trovanti raccolte su punti, che in picciolo can-ale: servanoti medesimo ordine che avean fra loroao,i î punti dell’oggetto, donde sono partite.lift 2. Eccovi un altro motivo di ammirazione, Éag'gîMi,; affatto differente. Cotesti oggetti , che son sempre,ei dinanzi a me) non sono penne solosem’ha pronti a, L poc’anzi spaventato il numero de’raggi, cheaedi mandano sul piccolo spazio, che abbracciala Z\i uc .iit mia pupilla ; che sia, quando rifletto, che ne chi.uiit mandano altrettanti su tutti gli spazj simili0 |« desta massa ambiente d’ aria J Quindi è appun-M to, che dovunque io mi trasporti colla perso-na, nuovi raggi sostituiscon!! a’ precedenti : ejjiic non solo que’pochi uomini tirati, come io,
;i (j5 dalla curiosità a salire su questa Torre, ma mil-v,I,j boni d’ altri Spettatori , che dispersi folleròg,js sulle Torri, o sulle eminenze vicine , vedreb-flu; bono gli stessi oggetti che io. Tutti i raggi,
Cai, pronti al lor servigio , operano già, e s'eser-,0. citano, altro, non aspettando che occhi di ri-r I guardanti. lì 2 3. Da
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