Band 
Tomo settimo.
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re a parte delle nostre pene qualunque cosa, c!che da vicino incontriamo . ^

Questi colori a variar destinati con tanta uti- ",lità la scena dei mondo, ben meritavano qual- Pche nostra almen passeggiera considerazione, Mlmentre descriviamo gli usi a i quali sono appro-priati. E quindi noi venghfamo a comprende- ^re, eheglino han luogo trai più bei doni delCreatore. Mali può egli sapere, che cosa so- ?:Ino in se stesti ? Stanno eglino negli oggetti ?

Son egli no nella luce? opur non sono altrove >;che inno! ?

Egli è da dire decolori quello che di tutte le mbaltre nostre lensazioni; cioè, che sono parte de;in noi, parte fuori di noi : ciò, ond'è imme- ®diatamente affetta 1 anima nostra , propria- »cmente non è, fuorché in noi : ma ciò che spe-rirnentiamo esentiamo, è relativo a ciò che Wsegue fuori di noi. Io provo un acuto dolore, '«quando il fuoco oun ago trafigge la mia ma- Mno. Il fuoco e lago operano sopra di essa: ma ail dolore eh'io sento non ènei fuoco, nonè spiinellago. I fiori possono esalare bensì alcuni îodspirisi: ma l'odore non è altrove che in me. «aistrumenti percossi battono f aria: ma il 4)suono enarmonia toccano e muovono lanima Sasola. Mi

Lanatu» Cosi il rosso che mi rallegra, e il nero chera de mi accora , sono, come tutti gli altri colori, èoiColori, percezioni dellanima. Sono pronti avverti-

menti, che noi riceviamo di ciò che succede sitaattorno di noi, Ci son talmente proprj, e tal- samente in noi, cotai sentimenti, e non già al !*odi fuori, che in virtù dun ordine stabilito per suetenere ognora occupato il nostro spirito, an» '«zii

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