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re a parte delle nostre pene qualunque cosa, c!che da vicino incontriamo . ^
Questi colori a variar destinati con tanta uti- ",lità la scena dei mondo, ben meritavano qual- Pche nostra almen passeggiera considerazione, Mlmentre descriviamo gli usi a i quali sono appro-priati. E quindi noi venghfamo a comprende- ^re, eh’eglino han luogo trai più bei doni delCreatore. Mali può egli sapere, che cosa so- ?:Ino in se stesti ? Stanno eglino negli oggetti ?
Son egli no nella luce? opur non sono altrove >;che inno! ?
Egli è da dire de’colori quello che di tutte le mbaltre nostre lensazioni; cioè, che sono parte de;in noi, parte fuori di noi : ciò, ond'è imme- ®diatamente affetta 1’ anima nostra , propria- »cmente non è, fuorché in noi : ma ciò che spe-rirnentiamo esentiamo, è relativo a ciò che Wsegue fuori di noi. Io provo un acuto dolore, '«quando il fuoco oun ago trafigge la mia ma- Mno. Il fuoco e l’ago operano sopra di essa: ma ail dolore eh'io sento non ènei fuoco, nonè spiinell’ago. I fiori possono esalare bensì alcuni îodspirisi: ma l'odore non è altrove che in me. «aGÌ’istrumenti percossi battono f aria: ma il 4)suono enarmonia toccano e muovono l’anima Sasola. Mi
Lanatu» Cosi il rosso che mi rallegra, e il nero chera de’ mi accora , sono, come tutti gli altri colori, èoiColori, percezioni dell’anima. Sono pronti avverti-
menti, che noi riceviamo di ciò che succede sitaattorno di noi, Ci son talmente proprj, e tal- samente in noi, cotai sentimenti, e non già al !*odi fuori, che in virtù d’un ordine stabilito per suetenere ognora occupato il nostro spirito, an» '«zii
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