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un Vetro, Ja cui grossezza vada sempre cre-scendo . Imperocché due raggi, che entran-do in un Vetro piano si accostano alla perpendi-colare con una leggieriffima ineguaglianza ,ne usciranno vicinissimi l’uno ali’ altro, e nonformeranno un angolo sensibile. Ma ogni po-co che si pieghino diversamente entrando nelvetro triangolare * quel raggio che affonda unpo’più, trovando una grossezza maggiore davarcare , aumenta la sua divergenza . Quan-do questi due faggi verranno poscia all’aria, laloro separazione piccola SÌ, ma reale , diver-rà più sensibile. Alcuni piedi più lontano, ilati di cotest’ angolo aneleranno sempre di-straendosi, e lontano di là dodici o quindicipiedi, due raggi che nel vetro triangolare eransol separati da un punto , trovatisi separaticoll’ intervallo d’ un mezzo pollice . Il raggioche men si scosta da! suo primo sentiero è il ros-so . Quello che più di tutti se ne allontana, perla piegatura eh’ ei riceve nel vetro, è il violet-to . Così il rosso occupa sempre un capo dellafigura, ed il violetto l’altra estremità. Gli al-tri colori occupano il mezzo coll’ordine cheabbiam detto . Il raggio rosso non è unico, enemmeno il giallo, né gli altri; ma dopo unrosso d’una certa tinta, viene un altro rosso d’un grado differente. I medesimi tuoni, esce-mamenti ritrovan!! negli altri colori che se-guono. Ciascuno di questi raggi dipinge su latela una figura rotonda che corrisponde ali’apertura della finestra , e siccome queste di-verse figure ritonde sono poco separate, quin-di proviene il mescuglio de’ colori vicini inquesta fila di figure che si toccano ; quindi
uni-