194 La Teoria del Fuoco.'.
vediamo in una ragionevole distanza, e con-tentiamoci di quel poco che polli hi 1 sia sapernedi certo . Indi passeremo a ciò, eh’è di meraconghiettura, affinchè l’incertezza medesimadi questi sospetti vieppiù ci convinca, che Dioha sparse densistìme tenebre fall’ intimo dell’opere sue, mentre ci ha renduti avvedutisfimiin ciò che spetta a’suoi benefizi, e che la veraFilosofia non consiste in un gran sapere, ma inuna solenne gratitudine. A tre o quattro capisi può ridurre, quanto intorno al fuoco mi pa.re esser certo. Primo: Il fuoco non consiste,come sostengono comunemente i moderni, inun moto rapido d’ogni fattadi materie: ma èun corpo realiffimo, un elemento da tutti gli- altri diverso. Secondo : Egli è un fluido. Ter-zo Egli è un fluido prodigiosamente elastico,1 e la di cui elasticità può essere infinitamente
aumentata. Quarto: Egli è un corpo, chenon può essere da cosa alcuna naturale genera-tonè dislrutto.
II Fuoco èssendo rnli quistioni molto importanti, edèunCor- 3 ^ 3 * poco dilucidate ; in vece di servirci di ra-po, giohamenti astratti, i quali lasciano sempredietro loro molta incertezza , noi procedere-mo qui coll’esperienza alla roano. 11 fuoco èun corpo reale , diffèrentiffimo dagli altri.Noi 1’abbiam già veduto disperso e ripartitoper ogni dove, da un capo ali’altro della ter-ra, ma più abbondante in un luogo, menoattivo in un altro ; e manifestare la sua presen-za , ora a proporzione della sua quantità, oraa misura della sua accelerazione. Tutti i cor-pi , che possono essere egualmente agitati, do-vrebbero) essere egualmente combustibili, se
l’enor-