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Tomo settimo.
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Trattenimento XII. 195F enorme movimento, ed il fuoco fossero ureistessa cosa. Ora si sperimenta il contrario. Lamedesima agitazione della mola che frange iltormento senza produrre una menoma scintil-la , ne produce innumerabili, e mette il muli-no in fuoco, qualor cotesta mola superiore giraimmediatamente, e senza grano frapposto sullamola stabile. I mastri di fucina, i mugnaj,i tin-tori , e molti altri artefici sanno, che lasse o ilperno delle lor macchine , ed i legni che lo so-stentano , possono riscaldarli con grande pron-tezza ; e per impedire, che il fuoco non ^appic-chi a'iegni che servon di base e di sostegno, u-mettano ognora cotesto asse per mezzo dun fi-lo dacqua, che vi fan scorrere da una chiassa-iuola . Quest acqua non soppone per nientealla rapidità del moto ' ed impedisce frattantoil fuoco.

Il moto rapido è dunque cosa diversa dal fuo-co: lajuta bensì, laccelera. Malacqua la-sciando sussìstere tutta la rapidità del moto, in-volge ed assorbisce il fuoco sparso nelegni enel!' aria ; così che fi tien lontana l'infiamma-zìone delle altre materie. L'aria sempre nuo-va, che voi rapidamente cacciate e agitate,col soffiare sopra un liquore caldo, lo infred-da , perche ella contiene meno fuoco che il li-quore ,e gire ne leva incessantemente una par-te. Il fuoco è dunque un corpo reale, e nonè ogni sorta di materie agitate.

Il moto è si differente dai fuoco , che certi Fermi'?,vapori salini mescolati ed agitati perdono una fazioniparte del fuoco che contenevano, o diventano freddi,sensibilmente più freddi. Si può averne certez-za col mezzo di due termometri, luno dequa-N 2 li

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