Band 
Tomo settimo.
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r-6 La Teoria del Fuoco.

li immerso nel liquore fa vedere collabhassarsidfllo spirito di vino , che il fuoco dal liquore siparte; mentre nellaltro presente aldi sopra,ed ali* uscita dell' esalazione, lo spirito di vinoascende, e manifesta colla sua dilatazione ilfuoco che nesuoi pori sinsinua, e che periimoto de liquori se n è separato e partito.

Troverete al contrario dellaltre materie,dove il fuoco risiede in tale abbondanza, quan-tunque ivi sia legata ciascuna delle sue parti-celle , che ogni piccol moto basta per romperei legami di molte, e per svilupparle.

La pietra Per esempio, la pietra di Bologna, ed altre

di Bolo- marchesi te, limate, eimmaslriciatecollelorgna. limature, indi poste al fuoco tra ben accesicarboni , ritengono ne'loro pori tal quantitàdi particelle ignee, che se cotesta marchesitavenga a sentire il solo agitamento del chiarordel Sole , tratta fuori dalla bambagia in cui laconservate, ellaapparlucente: quel picciolointimo moto che la luce vimprime alle primeparticelle ignee eh e incontra, le cava dal lo-ro sopore , o piuttosto comunica ad esse una ac-celerazione , che è per dare a cotesta pietra losplendore dun carbone ardente.

I Fosso- Tutti i Fosfori, cioè quecorpi chediven-ri gono luminosi, con riempiersi della materiadel fuoco, per cui si fon fatti passare in diversevolte, ci provano lislessa verità. Le carni, ilsangue, i capelli, le squame, le corna, la fa-rina , ed infinite altre materie provenute dallepiante e dagli animali, ma in modo particola-re le orine, sono atte nate a di venire Fosfori?,Si generano per tanto facilmente dun fuocoora assai vivo, orasi debole, che non cagio-

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