Trattenimento XII. 207
l’aria esteriore infiammata da! Sole . Il fuocodi cui è piena l’aria, si sforza a cagione dellasua fluidità, d’entrare per tutto. Egli entradunque per li pori di cotesto vase, e vi si di-stende nel liquore fino a tanto che trovisi in bi-lico, onesta stessa quantità che nell’aria. Masi e veduto altrove, che Tana è piena in ognitempo, e sopra tutto di State, di particelleacquee evaporate ed attenuate, che il fuoco visostiene , e che non possono pallate dov’ entrail fuoco. Dacché il fuoco s’insinua nel vase , L’aria ed in particolare l’acqua ch’era sostenutadall’ azione del fuoco, restano, dirò cosi, so-lette in su ['apertura de’ pori, dove tosto Rad-densano quasi in nebbia, e appresso in una mas-sa , la quale scorre a piccioli torrenti su le pa-reti del vase. Lo stesso diremo di ciò che succe-de nel di fuori del bicchiere, in cui si versi unliquor fresco , ovino, o acqua; giacché s ef-fetto è eguale, non prevenendo da alcun fuo-co essenziale al liquore, non da alcuna qualitàa lui propria, ma dall’equilibrio di cotestofuoco esteriore, che si estende dove trova luo-go libero, che va e viene ne’pori del vetro, ede’ liquori, e che insinuandosi dall’ aria in co-testi vasi, lascia cadere soldi fuori le particel-le d’acqua eh’erano da lui volatilizzate . Sevuoterete il liquor fresco, ond’ era pieno il vo-stro bicchiere, si formerà allora un nuvolosi’umore sul di dentro del bicchiere , non menoche sul di fuori; perché estendo tutto , o qua-si tutto il fuoco di’ era nel grosso del vetro, ca-duto ed entrato nel fresco liquore , appenaquesto si sparge, che il fuoco dell’aria entra
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