ìc'S La Teoria dee Fuoco: '
nel grosso del vetro dall’ una e dall’altra par*te in un medesimo tempo. Ma dacché il fuo-co dell’ aria forassi posto in equilibrio nell’a-ria , e nel vaie , o nel bicchiere, non vedre-te più un effetto simile : quando non vi entrapiù fuoco, non v'è più fuoco che abbandonil’acqua deli’aria, e questa più non fi racco-glie. Atteniamoci a questo meccanismo, edagli effetti naturali della fluidità del fuoco :Origine’ con che troveremo forse la spiegazione di mol-dell’ u- ti dubbj che n’ avean bisogno,nudità Si diced*ordinario, che il marmo, la ere*nfi 'del* ta , ec * il quadrello di terra cotta attraggonopavi- l'umidità. Se vorrem qui ricorrere ali’ attra-mento rione , parleremo dottamente di ciò che nonec. s’intende. Coteste sostanze non attraggono 1’acqua, ma la fermano. Danno libero passag-gio al fuoco, e lo negano ali’ acqua che il fuocodivideva. Subito che nell’ariad’un apparta-mento v’è più di fuoco che nelle pareti, que-sto fuoco procura di mettersi per tutto inquantità eguale ; e non potendo egli entrarene’pori angusti del marmo, della creta, edella terra verniciata, se non lasciando millee mille particelle acquee in queste assai strettaaperture, ne siegue che vi si raccolga molt’ac-qua fu la superficie, e che giunga sino a forma-re un suolo d’umidità sensibile. Il fuoco pas-sa, penetra, e fugge, ma l’umor resta , equindi svapora d’insù le pareti. Un altro suo-lo succede al primo, e prende l’istessa strada.Cotesti vagori distaccati dalle pareti s’aggiranper la stanza ; come li vediamo girare nellamacchina pneumatica, allorché l’aria che te-neasi rarefatti, è stata estratta; addensano
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