Band 
Tomo settimo.
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T E. A T T EN I M E N TO XII. 2IZ

per servigio dell uomo sono alla terra connessi,e attorno dell umana abitazione diffusi. La lu-ce è duna tenuità e sottigliezza si maraviglio-sa, che pervade tutte le più compatte testurede corpi, ed opera sovra a essi con lajutodelfuoco, col quale ella trovasi in una giusta pro-porzione . Ella lo spigo e cnè rispinta lo ren-de più attivo comunicandogli la sua emozio-ne : ed il fuoco turbato o tolto dal suo equili-brio, agisce reciprocamente sopra la luce e lafa risplendere. Ma quantunque sia men tenuedella luce il corpo del fuoco, 'lo è però tanto ,che non può dipersè sollevare le masse decorpiterrestri. Le pervade, le penetra senza disu-nirle: scorre e nesce suora senza romperle.Trova per tutto deliberi meati, onde sfuggiresenza frattura . Ma attesa la mole delle sueparticelle ei tiene un giusto mezzo fra la luceelaria; ed essendo laria un fluido più mas-siccio che il fuoco, questi unito con essa divienpiù capace di agire fui corpi, i quali altrimen-ti egli avrebbe solo, dirò cosi, sfiorati, o pe-netrati senza ostacolo. Il fuoco pieno datti-vità in se stesso acquista una doppia accelera-zione, e insieme una doppia forza, tanto perlimpulfione della luce, come per le molle dellaria che si stringono contro di lui .

Il fuoco riceve ancora de potenti ajuti daglialtri fluidi, come dallolio, dal mercurio , dalsale, e dal! acqua ; ma in molto diversa manie-ra. Cotesti elementi son fluidi, quasi direm-mo, in prestanza . La loro elasticità o disposi-zione a distendersi è proporzionata alla quan-tità di fuoco che ricevono ne loro pori, poichéscorrendone giù il fuoco saddensano o sag-O 4 ghise-