Creatore , vedremo I' Uomo tale , quale èuscito dalle mani dì Dio: o se ncn ci pro-veremo a mettere nel suo ritratto tutto losplendore e tutta la bellezza , di cui egligodeva ne’giorni della sua innocenza; spe-riamo al meno, col frastornar gli occhi dal-la vista de’ suoi difetti di condurlo a far dasè il paragone tra la sua difformità presente,e gli avanzi preziosi, eh’ egli tuttavia con-serva della primiera sua origine, e ad infor-marsi de’mezzi che Dio gli ha preparati} perristabilirlo nelf ordine. I lineamenti sopra dilui impressi dalla Divina Sapienza, possonoessere alterati; ma sono però indelebili, eiasua felicità consiste in sentirli e conoscerli.
L’ uomo non può ignorare , eh’ ei godedelle produzioni di tutta la natura , e chesta a lui di glorificarne l’Autore. Trovasiegli collocato , dirò cosi , tra Dio e leCreature ; tutto quello eh’è sopra la Ter-ra, ubbidisce ali' uomo. 1 ma 1’ uomo ubbi-disce a Dio ; che nel costituirlo signore egovernatore di tutto, esige da lui adorazio-ne e gratitudine . A questa doppia qualitàdi governatore e d’adoratore, io richiame-rò e riferirò quanto dir possiamo dell' Uo-mo e per metterci qualch’ ordine, e con-nessione, che aiuti a fissare le idee.
Cominceremo dall’esaminare *, che cosasia i’ uomo in se stesso , a che venga eglivisibilmente chiamato , in che si distinguaegli e grandeggi, e di quali opere sia eglicapace.
Do-
* Argomento de' 15. primi Trattenimenti} V UO-MO considerato in se stesso ,