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Tomo nono.
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La Signoria deli.Uomo

za attenerci la parola. La Scrittura, è vero,non definisce metodicamente un corpo ed unospirito col genere e colla differenza : la cosanon era per avventura necessaria. Mac inse-gna bensì sul bel principio, che l'Uomo è lIm-magine di Dio, perché deve, come Dio, eser-citare un Dominio universale, ed il suo go-verno ti estendea tutto quello che è sopra laterra. Qualcosa pisi chiara , quale più gran-de! A questa prima verità ella naggiugne to-sto unaltra, che non è nientemeno impor-tante, e che perfeziona la prima; cioè che 1Uomo possederà tutto, a condizione dono-rar pubblicamente chi tutto gli ha dato. Do-ve troveremo una dottrina più plausibile e piùinteressante, più corta e più intelligibile? Niu-no vi ha che non intenda, che cosa fia un do-minio , e che non sperimenti e vegga la giusti-zia della gratitudine. Evero, che se voi pro-porrete la cosa a filosofi, eglino potranno di-viderti e dubitare circa la realità del possesso, ecirca la necessità dell omaggio, ov ver imbro-gliare il tutto con ragioni più oscure della cosamedesima. Gli uni vi diranno : questo domi-nio è una usurpazione. L Uomo è un animalesenza privilegio , e non deve salire pur dungrado sopra del bue, e dellaqjtrino. Gli al-tri diranno : voi avete torto, mal conoscendoi diritti dellUomo- noi li ritroviamo e li ri-cuperiamo in virtù delleccellenza della sostan-za cogitante, e delle ideeche abbiamo della di-vina Sapienza. Evale a dire, che eglino sta-ranno per adoprare la metafisica, e vorran va-lersi di pensieri, gran fatto soggetti a contesa ,per fare intendere una cosa semplicissima, e

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