ió La Signoria deli.’Uomo
za attenerci la parola. La Scrittura, è vero,non definisce metodicamente un corpo ed unospirito col genere e colla differenza : la cosanon era per avventura necessaria. Mac’ inse-gna bensì sul bel principio, che l'Uomo è l’Im-magine di Dio, perché deve, come Dio, eser-citare un Dominio universale, ed il suo go-verno ti estendea tutto quello che è sopra laterra. Qualcosa pisi chiara , quale più gran-de! A questa prima verità ella n’aggiugne to-sto un’altra, che non è nientemeno impor-tante, e che perfeziona la prima; cioè che 1’Uomo possederà tutto, a condizione d’ono-rar pubblicamente chi tutto gli ha dato. Do-ve troveremo una dottrina più plausibile e piùinteressante, più corta e più intelligibile? Niu-no vi ha che non intenda, che cosa fia un do-minio , e che non sperimenti e vegga la giusti-zia della gratitudine. E’vero, che se voi pro-porrete la cosa a filosofi, eglino potranno di-viderti e dubitare circa la realità del possesso, ecirca la necessità dell’ omaggio, ov ver imbro-gliare il tutto con ragioni più oscure della cosamedesima. Gli uni vi diranno : questo domi-nio è una usurpazione. L’ Uomo è un animalesenza privilegio , e non deve salire nè pur d’ungrado sopra del bue, e dell’aqjtrino. Gli al-tri diranno : voi avete torto, mal conoscendoi diritti dell’Uomo-• noi li ritroviamo e li ri-cuperiamo in virtù dell’eccellenza della sostan-za cogitante, e delle ideeche abbiamo della di-vina Sapienza. Evale a dire, che eglino sta-ranno per adoprare la metafisica, e vorran va-lersi di pensieri, gran fatto soggetti a contesa ,per fare intendere una cosa semplicissima, e
che
e
S
i
!i
J
»
!s
11
d
te
Si
r
dì
»
' 1)| ià' a
ti
d
f
r
e
c