8r II Dominio dell’Uomo
le mire di colui che ha fatti i piaceri, e che neperpetua la distribuzione .
La Sapienza che ha create tutte le cose , è lastessa, che è venuta a riformare quello che ilnostro mondo avea di disordinato. Ella perònon ha posto mano che alla volontà dell’uotno.Tutto il resto era buono S nè il Salvatore n’haproibito suso agli uomini. E'vero, eh’ei tiporge per tutto dei valevoli motivi di metterela purità, il ritegno, la dignità, la regola inquello che facciamo, e sopra tutto di metternenel!' ufo de’piaceri. Celi ha mostrati, comel’oggetto d’una viva gratitudine, ocome, inmolti casi, materiad’un segnalato sacrifizio;e talor d'unaprivazion necessaria. Ma non lìhajnè condannati come cattivi , nè soppressituttoché pericolosi. Ci ha sol privati di quelloeh'era contrario alla primitiva inslituzione, odi quello che certa disposizione personale cirendeva pernicioso. Mi si nomi, se si può, unpiacere, che egli ci abbia negato.
Egli c’invita ad ammirare lo splendore dellaveste che è stata data dal Creatore ai gigli deicampi; e vuole che consideriamo la bellezzadei colori, onde é vestita l’erba campestre. loso che questo invito molto più si estende , chenon è il farci ammirarci fiori e serbe; peroc-ché raccomandandoci che guardassimo, conquale studio si degni Iddio Rabbellire alcunecreature passaggiere , e destinate al sommini-tiramento de’ nostri diurni bisogni, volle gui-darci a provare in noi stesisi , quanto alla pre-videnza del Creatore siam cari. Ma questo nonè farci divieto d’alcun piacereanzi è permet-terli tutti e nobilitarli : è insegnarci in un pun-to