Trattenimento VI. 89
fi; e troviam qui, come in ogni cosa, che do-ve non abbiam niente da governare non ci èstato impartito se non poco 0 niun lume. Iobenfo, con quale franchezza verrà un Filoso-fo a dirvi: la digestione è l’azioned’un mu-scolo triturante. Un altro a cui non va a gradola triturazione, vidifcuopre* che ella è lavo-ro di un’acqua saponacea. Altri recano inisce-nade’dissolventid’altrafatta: Ma mettiamoin grazia sotto la mano di questi Filosofi, liquo-ri , erbe, legumi, pane, carne d’ognmpezie :presentiam loro pestelli, calcine, acqua, sa-pone, fuoco, sale, vitriolo, Ipirito di nitro,in somma quanti vorranno, distai venti ed a-genti: aggiungiamo a questi preparativi, de’cribri, de’ stacci, tutti in breve i mezzi distemperare, di sciogliere, e di filtrare : iodi-co, che non ci daranno mai una sola goccia divero chilo, e meno ancor una goccia di sangue.Nonno bensì contrafare la bianchezza del lat-te, stemprando nell’acqua la farina di alcunemandorle, e chiamarlo latte di mandorle ; matroppo grande è la distanza di simil cosa dalchilo, dal latte reale, e dal sangue.
Diamo, che l'uomo arrivi a diciferare forseun poco men confusamente E azione de’suoiintesti!» : sarà sempre vero eh’ ella è un’ opera-zione, in cui il suo governo immediato nonpuò nulla. Egli presiede alla scelta delle vi-vande , ed alla triturazione che di lor si fa sott’a’denti. Ma il pane che frangono, dacché èentrato nel!' esofago , è subito tolto dall’ in-fezione, e dalla cura dell’uomo . Lo stoma-co , ove cade cotesto cibo, non differisce da unabisso, in cui venisse esso cibo precipitato -• in-fatti