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Tomo nono.
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95
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Trattenimento VII. 95

pra la terra, è dessere quaggiù inventore esupremo ordinatore: egli è inventore , poi-ché mette su la terra opere dogni spezie nonmessevi da Dio. Egli è ordinatore, poiché èoccupato ora nel regolasela propria condotta,ora nei mantenere È altrui governo ; ora nelladirezione di diverse intraprese, che fi esegui-scono, alcune sotta suoi occhi, altre lon-tan da lui, altre fino aliestremità dei mon-do.

Il castoro fi sa un* abitazione, la volpe unatana, e luccello un nido; ma nor chiedeteloro altro di più. Unimpressione invincibileed uniforme ve li tira, e-i guida e regge senzaraziocinio in produr opere che non varianogiammai. Se discorressero, le loro opere sareb-bono variate, cornei lor discorsi. Mai'uomocon 1* imprestìon ricevuta un attività che glifa odiarlozio, non è stato già ristretto ad unsol metodo , c ad una foggia unica di operare.Estato egli lasciato In governo del suo discor-so e del suo consiglio .* ei cerca, - ei studia; pro-va; delibera; combina; forma nuove osser-vazioni , nuovi progetti, e nuovopere. Veg-genti uscire dal suo ingegno e dalla sua manotose, delle quali non vi era modello ne!<a na-tura, un mulino, un fissile,un orinolo. Nonsolamente egli imita Dio, introducendo qui,ciò che non vi fi era mai veduto : ma, siccomeIddio, ei non cessa doperare. A guisa diluì,conserva e rinova tutte le sue prime produzio-ni ; riforma ciò che sconcertasi , e rimette Tordine, doveaè indebolito.

Non direm già che luomo eserciti, comeDio, lOnnipotenza ; questa sarebbe una be-

stem-