io4 La Signoria dell*Uomó
ti di comunicazione. Ma questa meccanica èsopra Ja nostra sfera , eli'è d’un ordine superio-re,nè fi può da noi capire,avendo Dio riservatoa sè solo non meno i 'movimenti de' nostri cor*pi, che quei di tutto l’Universo, i quali stese*guiscono, senza che noi vi abbiam altra parte,se non sè quella di volerli o di osservarli.
Il dianzi detto da noi, intorno al principiomotorede’nostri membri, ed al mezzodì co-jnunicazione;postìam dirlo ancora dell’originee del progresso delle nostre cognizioni. La no-stra attività è Un riccodono; ma la maniera,ond'esta comincia e continuali,ci è incompren-fistile. La nostra intelligenza è un favore inesti-mabile •• ma non concepiamo, qual sia il prin-cipio, ed il vincolo, che aduna ed accorda inuna medesima verità e in parecchie idee comu-ni, uomini che non si fono mai tra lor vedutiletra i quali è tolta ogni comunicazione ; Ognunben vede e fa, che per camminare o per bal-lare,anche perfettamente,non è necessario por-si a studiare l’anatcmia della gamba edelcer-vesto. Un maestro da basto pochissimo acqui-sterebbe da questo cosi fatto studio. Ell’è unafatica egualmente perduta,e forse infirmamenete più ridicola e pericolosa , quando un vuolecoltivare i! suo intelletto, fare una lunga ri-cerca intorno ast'origtne deste idee, e meditareprofondamente su la natura del senso comune.Inattività del corpo ed il senso comune sonodue strumenti ,de’quaìi Dio ci ha provveduti.I suoi doni fono secondi in grandi effètti. Tut-to ridimeli a metterli in opera, senza fare de’sforzi inutili per intendere la comunicazionedisinoti muscolari, o per vedere fveiatamentel’origine delle nostre concezioni. In