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scorrerle e ripassarle di tempo in tempo ? Ivi ,come altrove, è secchio del padrone quello,che mantiene ógni cosa in buono stato »
Ma egli trova nella sua memoria un Van-taggiò ed un consòcio, che non è ovvio, nèConosciuto ne’fondachi ordinar].In questi Tufoté l'uopo'richiede , che lì movano dal lóro luo-go talor molte cose, per trovar quella che (tcerca; almeno convien por l’occhib sui regi*stri per sapere a chè determinarli . Nella me-moria il tatto segue diversamente. Basta che3’ uomo vogliasar uso di quello ch’egli ha ve-duto o provato, relativo ali ’ oggetto che l'oc-cupa : ed allora in vece d’essere costretto ascorrere le tavole sue ordinate, per trovarviquesta o quella idea ; le idee stesse vengono dasè a presentategli. Le altre delle quali non hamestieri , tèngonsi in lontananza. (Duella cheattualmente gli sta a cuore di eccitare, dopodovergli prestato il suo ministero, lì parte èsvanisce anch'ella,sempre pronta nulladimeno8 ricomparire ad un nùoVo cenno. Qual esserpuò il ripostìglio del cerebro, ov’elleno stanritirate’ Qual relazióne vi ha tra idee, èd uncervello ? Quai vasi , qual corso di spiriti, pos-sono aiutate questi andirivieni di pensieri,trar-li dal loro lungo sopore, farveli poi subito rien-trare , e tener vi va tuttaquesla azione sì va-ria e sì spedita ? Come il cervello contribuiscemai a operazioni Sì dilicate ? Tali e tante co-se dove mai sono? nella mente, nella più puraintelligenza foltantoî’óppur hanno un'altra se-de ? Ce] potete voi ridire, o gian Filosofi, cheavete a fondo studiato sUorno ? Voi fate pocotomo re, e poco alto pariate della bontà dei do-no,