T R A T r E N I M E N T O X. I2 Z
dipingere l’immagine sul fondo dell’occhio .Accordo che si dica , tuttoché non se ne sappianiente,che formasi un'altra immagine ulterio-re nel cervello : ma quand’anche ciò si sapessecosì certamente, come pur poco lo si sa; avver-rebbe di quest’ultima immagine,probabilmen-te, Jo stesso che deU’immagine oculare; e poi-ché quella che è delineata e segnata dall'eslre-mità de’raggi sul fondo dell’occhio, dura sol-tanto finché dura lo scuotimento, cosi pur de-verà dirsi di quella che credesi segnata nel ce-lebro. Dacché questi cesserà d’essere scosso o indata parte agitato, la pretesa stampa, che viaveano impressa certi spiriti non ben diciferatio noti, si dileguerà e cesserà anch’essa. Qualpittura può dunque rimanere nel cervello ?
Qual può estere dall’ altra parte simmagined’up vapore ? qual la lunghezza e la larghezzad’un suono ? Il pennello di Poussen o di Rafae-le potrà mai rappresentar l’odore d’una gran a -tiglia, e distinguerlo da quel d’una rosa . 3 Uacolore ha forse de’trafti ode’lineamenti, chesi possano dissegnare ? Lungo quai linee debbo-no gli spiriti correre, per disegnare nel cere-bro la porpora piuttosto che il cher mesi? Nonv 1 è immagine che non abbia le sue dimensioni.Ma essendo la più parte delle nostre sensazionisenza lineamenti , senza dimensioni, qualiesser ne possono le immagini ; e dopo dilegua-to e cessato lo scuotimento degli organi, comepuò restarne in noi alcun carattere, alcuna fi-gura gittata nella sua forma ?
Non voglio non per tanto dire , che non re-sta in noi alcun vestigio di quello che abbia-mo sentito o pensato. Dicasi pure „ che resta-no