Band 
Tomo nono.
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Tu L ÎTENI MENTO XI. 12 ?

Diosapientissimo , oltre ilsenso dei buono edellonesto, ha messo nel tondo del cuore uma-no lavviso della coscienza, a cui può bensì iuomo talor fare il sordo , ma che gli continue- sempre a parlare, e che è una facoltà inde-flruttibile, come il suo libero arbitrio /percheè del pari opera di Dìo. Se la coscienza non èsempre abbastanza dominatrice , sempreriesce a dileguare gli umani abiti perversi, o asospenderne gli effetti, almeno turba e agita 1uomo nel male: ella lo ammonisce ; lo fermanel bel mezzo desuoi disordini. Porta luomoda per tutto in se medesimo non solamente untestimonio di tutte le sue azioni, ma un mo-nitore fedele, oforsanche un giudice impar-ziale, che gli applaudisce in tutto quello ehei fa di bene ; e che lo condanna in tutto quel-lo ehegli fa contro la giustizia, o contro laverità. Di quello ehè vero, di quello che ègiusto, decente, amabile, degno di lodi, lacoscienza gli appalesa e gli esalta il merito, eleccita ad abbracciarlo . Quel che porge emostra certo carattere di falsità , dingiusti-zia, di bassezza , di turpitudine, od'ignomi-nia, nonio può egli approvare senza un rim-provero della coscienza. Il primo grido chella, precede la cattiva azione . Se egli nulladi-meno allor labbraccia, lo fa con delPinquie-tudine, e va in traccia di tenebre, per nascon-dersi. Ose la voce della coscienza è soffocatae spenta dal tumulto delle passioni, che lo tra-scinano; qualunque disprezzo che paja far eglidella giustizia in quel momento, non tarde- la di luì coscienza a gastigamelo , richia-mandogli affammo la turpitudine del passato.Tomo !X. î Ella