Trattenimento XII. 135
li sono nelle nostre mani, e sotto de’nostri oc-chi. M^npS, paolo, nè i primi Fedeli hannomaj conosciuto cotesta Loica, la quale sotto-mette la Fede alle decisioni della ragione. Laloro Logica è sempre stata, assicurarsi della ri-velazione col concorso de’testimonj,e conside-ra re questa Rivelazione, come il supplemento,l’ajuto , la regola, e la gloria della ragione.
Il Locke medesimo stabilisce con ragione, eConforme ad una sperienza universale, che lenostre cognizioni hanno de’limit j angusti ; maci crede poi tanto limitati e ristretti, cbenèpur postiamo distinguere mediante la diversitàide’sentitnenri e degli estòrti l’aoima nostra daUn corpo, come distinguiamo benissimo Pariac le sue proprietà, dajl’acqua e dal nitro , mer-cé la distinta nozione doloro effetti sensibili ,senza sapere ciò che siane l’uno nèlaltro diquesti tre corpi . Ci crede cosi limitati, cheneppur sappiamo , se una massa di materia, ungran pezzo di marmo , un cocomero,( abben-chè egli conosca assai meno l'essenza d’un cele-bro , che quella d’un cocomero) aver possa peravventura Ja facoltà di pensare, Rapprendere,di giudicare, e di raziocinare. Anche questaè una massima di Logica soggetta a censura , equasi tutti Lettori non gliela meneranno buo-na , credendola non sol cosa disputabile, majnostruosamente assurda,
Dopo ciò a ragione ci stupiamo , che un uo-mo , il quale estenua e materializza la ragione,sino a confonderla con una massa di fango, ocon un vorticetto di polvere; osi collocare que-sta ragione sopra di un tribunale supremo, pergiudicare inappellabilmente della fede, e deci-I 4 dere