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Tomo nono.
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*5 2 La Logica Usuai è

mo perrenderlo sociabile. S’elia vuole perse,stonarsi, nol farà col rivolgerli in se (tessa, ecol prendere lezioni fuori della società : mabensì più tosto dagli oggetti che feriscono mag-giormente , dee 1’uorfto far scelta per formareil suo raziocinio.' perché li afferra e li cogliecon più facilità , con più soddisfazione, e pro-fitto . La sua mira naturale è questa.

Per esempio , ei getta gli occhi sopra due'grandi abitazioni di uomini, che per lo bisognodi scambievolmente ajutarst * mantengonfi inuna grande unione. L'una ha per massima dinon ammettere se non due classi di cittadini tcioè soldati, ed agricoltori ; queste due classiparendogli sufficienti per avere i frutti deliaterra, e per mantenerne il godimento. L’al-tra repubblica aggiunge agli agricoltori ed aisoldati un terzo ordine, composto di mercan-ti navigatori, che vanno a portare il superfluode* prodotti del lor terreno ne’ paesi stranieri,per cambiarlo con merci, che giudicano ne-cessarie, o almeno pfofìrtevoli . Lacedemo-ne è ^abitazione della prima spezie : Cartaginclo è della seconda * Se l’uomo é padrone di de-terminare la sua scelta , e di diventar cittadinod* una delle due ; a quale darà egli la preferen-za? Ecco la materia della sua deliberazione.Osserviamo qui i passi della sua ragione , senzaanatomizzar la ragione stessa.

Egli non dubita punto della necessità degliagricoltori, nè de’soldati. Ma esita e sta dub-bioso sopra futilità de’Navigatori. Non sa sedebbasi unire sidea di felicità pubblica conquella di commercio straniero, o se si abbia daseparamela. Ricorre dunque la mente a idee

note,