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Tomo nono.
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224
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L’Isofce.

le.

sester-

no.

224 La Scienza Usuale

che hanno per misura tre volte 60. , cioè180,

138. Se il triangolo ha due lati eguali , loche si chiama triangolo isoscele, ha pure dueangoli eguali. Allora conoscere un angolo, èconoscer già tutto; imperocché gli altri duefiniscono la misura gì 180. e se è uno deglieguali il da voi conosciuto, voi conoscete 1'altro; dunque pure il terzo che compie 180:secosioscete 1 ineguale,il soprappiii sino ai8o.dividesi trai due eguali.

1.39, Sel’un de’tre angoli dell’isoscele è ret-to egli altri eguali, e'sono acuti, e ciascunodi 45. doppio supplemento di 90. a 180. Fìg. 3 9.

140. Prolungando qual Iato si vuole d’un,triangolo, come Fig. 40. o c E , l’angolo E for-mato dal lato che si prolunga si chiama l’ester-no, esimerne» o congiunto: gli altri due in-terni 0 ì si chiamano gli opposi!.

141. E'esterno fi. Fìg. 40. è eguale ai dueoppostici: imperciocché l’esteriore E, ed ilcongiunto c vagirono insieme due retti: ma(perla 133. ) i tre angoli del triangolo vagiro-no pure due retti ; dunque l’rnterno c valetanto con sesterno , che con li due oppo-sti.- dunque sesterno è eguale ai due inter-ni opposti.

142. Se non vi è. triangolo che concepirnon li possa come inscritto in un circolo, qterminante co’suoi tre apici, alla circonfe-renza d’un circolo, ne segue che i.tre lari d’Ogni triangolo sono le tre corde dei tre archi,che fann’insieme tutto il circolo circoscritto al-le tre sommità.

143. Basta dunque sapere sciatta posizione

del-