Band 
Tomo nono.
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225
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T r|a T T E N I M E N T O XIII. 31?

■ delle tre sommitadi del triangolo nel loro cir-colo, ed un lato per conoscere il valore di SUciascun angolo , e la lunghezza dei tre laci;imperocché chi conosce un lato e la posizio-ne delle tre sommità in un tal circolo, cono-sce i tre archi opposti ai tre angoli. Ma co-noscere gli archi, è conoscere gli angoli, de’quai misurano il valore per la metà; poichéquelli angoli hanno la lor sommità nella cir-conferenza. Conoscere gli archi è pure cono-scere le corde che hanno la medesima misurache gli archi: egli è dunque conoscere pari-menti la lunghezza de’Iati, la quale non dif-ferisce dalie corde, e si misura in piccolo conla medesima apertura di compasso che gli ar-chi. Conoscere un lato e la posizione delletre somrpità nel circolo, è dunque conoscertutto il triangolo.

144, Balla parimenti conoscere il valore d’un angolo e la lunghezza de’due lati, per co-noscere l’altro lato], e i due angoli che re?stano: imperocché conoscere un angolo e lalunghezza di due lati è conoscere il punto 1della circonferenza, donde partono due lati,e gli altri due punti, dove questi lati arrivanonel circolo. Egli è dunque conoscere i tre pun-ti desiderati ( per la 131. ) • é dunque sapere il.valore dei tre archi : ma l’arco opposto ali’angolo conosciuto vi misura la corda od illato che vi restava da conoscere, ei due la-ti de’ quai conoscevate la lunghezza, sono lecorde e le misure dei due archi, le cui metàvi servono a 6stare il valore dei due angoliche cercate. Voi avete dunque tutto iltrian-goio.

Jm. IX. P 145.