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Tomo nono.
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T'raîienimésid XIII. sr/

tre due linee secondo il numero di gradi de*gli archi loro, che è il medeiimo in piccolocome in grande ; saprete dunque dove sia 4punto di ccncorso,dandoVelo le due linee mer-cé la misura della loro inclinazione rispettiva.Voi avete dunque i tre punti necessari nel pic-ciolo triangolo per conoscerlo interoe quan-te troverete picciole parti delia vostra scala so-pra ciascun lato con resto o senza, altrettanteaverete pertiche con resto o senza su i lati delgrande.

147 Dico che la misura comune, che saràstata presa sopra un lato cognito per estereportata su gli altri lati , vi li troverà 0 inpicciolo o in grande tante volte don resto osenza resto; perché vi sono delle linee chenon possono estere paragonate col mezzo d’unamisura comune,la quale ivi sia un certo nume-ro di volte senza qualche soprappiù ; e questosoprappiù in oltre non é precisamente assegna-bile . Questi è Un numero sordo, un appressopoco, un accostameli a! quarto, al terzo, oftd altra parte, ma che sempre n’é qualchepoco differente. Tal è, per esempio, la based’un triangolo rettangolo paragonata allunood all’altrode’latidell’angoio retto; prende-te nella linea D cìsé uno de’lati del triango-lo rettangolo A D , Fig, 41. la più picciola mi-sura che vorrete , come una mezza linea, chevisi trova, suppongo io, dodici volte .Porta-tela su l’ipotenusa A: ella vi si troverà nonsolamente, un maggior numero di volte, cuipotete determinare ; ma sempre con un pic-ciolo soprappiù, con un numero di frazione,che neppur è esattamente preciso. Se prende-P 2 sete

Le Mi-sure .

Le in co-me n sti-ratoi li.