*TrATTÉNI MENTO XIII. 229
151. Se l’angolo, di cui si moltiplicano iiati è retto ed i Iati eguali, fallì un quadra-to, che ha quattr’angoli retti e quattro latiparalleli ed eguali, Fig, 43.
152. Se un lato dell’angolo retto è molti-plicato per un altro più corto, il parallelo-grammo che ne proviene, Fig. 44 ,t un ret-tangolo o quadrato lungo che ha i suoi quattr’angoli retti, ed i suoi lati oppoili, eguali traessi , e paralleli.
153. Se l’angolo di cui si raddoppiano i lati,è acuto od ottuso, ed i quattro lati eguali, ilparallelogrammo è un Rombo, Fìg, 45. cheha due angoli opposti acuti e due ottusi, tut-ti i suoi lati eguali, e gli opposti paralleli.
154. Se un lato deil’angolo acuto od ottusoè più lungo che baino, Fig. XLV, ne pro-viene un Romboide, che ha due angoli acutie due ottusi, i suoi lati ineguali, ma gli oppo-sti paralleli >
155. In molti incontri lì può riconoscererutt in un tratto il valore di tutti questi pa-rallelogrammi, mercé la facilità di ridurli alvalore d’un quadrato , che si misura moltipli-cando un de’suoi lati per se stesso.
Si può essere imbarazzato nel trovarla mi-sura del Romboide BC Fig. 46^ Il giudizio pe-rò se ne fa, riducendolo al valore desquama-to AB col mezzo che segue i
156.I parallelogrammi posti sopra una me-desima base tra le linee parallele sono egual! »
Il quadrato AB, ed il Romboide BC , Fig-46. sono tutti due sopra la base E , e tra separallele FF.Da quest’aggregato togliete ideal-mente il picciolo triangolo B; vi restanodu«1* 5. ma li-
li qua-drato.
Il rer- 'rangolao qua.drarólungo.
Il Rom-bo i