2)8 La Scienza Usuaie
sempre per l’apice quella delle tre lettere cheoccupa il mezzo. j. Dopo questa operazione, îbisogna farne un’altra su la carta . Convien !prendere col compasso sopra una regola divisa 1(per la prop. 112. ) in parti eguali tante di 1queste parti quante pertiche la lunghezza AG 1misuratali sul terreno contiene, e dopo aver ti- 'rata una linea indefinita prendervi aC egualeall’apcrturadi compasso: quindi bisogna farei' kangolo aCb eguale all’angolo A C B,col mez- 2zo del riportatorefare parimenti C ab eguale ‘alTangoloC A B, e le lineerò, Cb tirate che *fi sono, taglierannosi nel punto b e le tre linee PCa, ab , Cb formeranno un triangolo che Î!averà condizioni tutte simili a quelle del rrian» “goloABC-' perciò i lati del piccolo triangolo | 2saranno nella medesima proporzione , che "quelli del grande , e si saprà che se AB e egira»leadAC, parimenti C<r è eguale ad ab; che 10se a Ccontiene una volta abzà il terzo della ^medesima linea ; A C contiene pure una voi- f (ta la distanza A B ed il terzo della medesima di» 1,1stanza. Laonde se si prenderà col compasso la *8lunghezza del Iato 6 6, el'apertura medesimaporterasli su la regola delle parti eguali, il nu- ™meroch’ella conterrà , mostrerà il numero di ^pertiche che contiene la distanza A B. ®
Supponiamo che stesi trovato che la distanza P°accessìbile A Ccontiene xoo pertiche, il lata ' aa C conterrà ioo parti eguali della regola; sop- ^poniamo pure che dopo che’l triangolo aCb è fj
stato formato sulla carta, secondo il metodoprescritto, si trovi che'1 Iscoba contiene 75parti eguali della regola ; si sapràsubico cheladistanza A Bcontiene 75pertiche, perchéi la- ^
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