§44 La Scienza Usuale
bisogna nondimeno che il diametro o il semi»diametro della terra vi entri, quello di cui da-rem qui un’idea, è buono per far concepiresenza lunghi divisamenti, in qua) guisa li puòoperare per determinar le distanze delle stelledalla terra.
Si sa, che i Pianeti (imperocché non par-liam qui se non di queste stelle ; mentre l’altresono ad una distanza sìgrande ,che lin ora nons 1 è potuto conoscere, e neanche sospettare ocongetturare la loro vera distanza dalla terra:)si sa , dico, che ì Pianeti descrivono nelle lororivoluzioni periodiche, circoli che tagliano ì*Equatore, che pero fanno la metà di questo ri-volgimento nella parte settentrionale delinondo, e l’altra metà nella parte meridiona-le . Dunque in ciascuna rivoluzione un Piane-ta si trova due volte nel circolo ddl’Equatore :gli Astronomi sanno di più, perladurata diqueste rivoluzioni ed osservando i movimentigiornalieri dì ciascuno di questi Pianeti,il mo-mento in cui eglino trovanti nell’ Equatore, anel punto in cui le loro orbite tagliano questocircolo. Supponiamo dunque che un Astrono-mo sappiali momento in cui Ja luna èall’Equa-iore : egli pouà conoscere qual sia la sua disian-za da! la terra . Il piccolo circolo T rappresen-ta la terra. - A ss è il centro, B il punto dell’Osservatore, C la luna nel momento eh*eli*èali’ Equatore, D il punto dove la linea, gui-data dal centro della terra alla luna , taglialasuperfizie della terra .■ O H l'orizonte sensibi-le ■" il gran circolo rappresenta il firmamentood il luogo delle stelle fisse . Poiché il punto Cch un punto dell’ Equatore, un osservator posto
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