Trattini mento XIIÎ. .24^
nel centro A, dirigendo la sua vista lungo unraggio dell’ equatore, essendo la terra suppostatrasparente come l’aria, vedrebbe la luna nell’Equatore in C: dunque A C è un raggio dell’Equatore 4 e D Uno de'punti dove questo cir-colo tagliala superfizie della terra : ora si co-nosce la distanza che v’è di tutti i punti deistisuperfizie della terra dall’Equator terrestre,od almeno si può conoscere questa distanzaogni volta che si vuole, osservandoi’ altezzadel polo rispetto al luogo dell’osservazione <Imperocché quando si è sotto l'Equatore, sihanno i due poli nell’Orizonre* Dunque quan-to un si dilunga dall’ Equatore verso un Polo ^tanto l’Orizonte s’abbassa sotto questo Polo.Dunque salsezza del Polo è come la latitudi-ne o come la distanza, in cui si è, rispetto ali”Equatore terrestre , e ti conosce per conseguen-za P angolo D A B che è misurato da quelt’ar-co, Dì più P osservatore in B misura j'angoloOBC elle ’J raggio visuale B C fa colf Órizomte OH nel moménto che la stona si trova ali*Equatore: dunque P Osservatore in B conosce,fangoso OBC, e l'àngolo B A D, B A Ceti*è il medesimo . Inoltre per la proprietà che icorpi gravj hanno di tendere al centro A del-la terra , secondo direzioni perpendicolari allasuperfizie della terra, o perpetidicoiari ali’ O’-rizonce OH, 1’ angolo ABO è retto, per-ché BA che rappresenta una di queste dire-zioni è perpendicolare ad OH: dunqueseali’angolo ABO fi aggiugne fangoso OBC, 1’angolo totale ABC che è composto di due an-goli noti sarà purhoto/ dunque nel triangoloABC fi conoscono i due angoli A e B. DiQ 3 P»k
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