Duiogo Primo. 21
volgarmente, che il bue, 0 il cavallo ha ser-rato.
Il giovenco vuol esser domato, ed assuefatto Le manal giogo a buon’ora. (a) La natura di questo à.animale, essendo, anziche no,rubesta e sel-vatica , malagevolmente «'indurrebbe a la-sciarsi maneggiare , e governare per man dell'uomo, e molto più. ancora a soffrire, che gli ve-nisse posta dintorno al collo una gorgiera divinco, o una cavezza attraverso alle corna chegli pizzican fuor di modo, qualora fi trasan-date d’accoslumarvelo da piccolino. Dopoa-verlo dirozzato, e ammansato, se gli san faredegli altri esercizi di maggior conseguenza. S'accoppia con un altro bue addisciplinato, e sifan camminar tutt’e due in compagnia; gli sifa strascinare una semplice cattinolafi dispo-ne a soffrir lo strepito di due piccole ruoteglifi raddoppia di mano in mano il suo carico : e s’induce alla per fine a presentare spontanea-mente il duro collo al suo giogo, e a soggettar-si a quallivoglia fatica.
L’utile , che fi ricava da un bue, è mol-to considerabile. Imperciocché, dopo aver-lo adoprato, pel corso di sei anni, ora al car-ro, ed ora ali'aratro, se gli dà finalmenteil riposo per ingrassarlo e s’arriva a cavarnequando dugento, e quando trecento lire diFrancia. Allora si può menare su per le Fiere,ed abbrancarlo fra quei sterminati manzi dìFiandra, di Overnia, e della bassa Norman-dia, che rifioriscono tutti i mercati di Seaux ,
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(a) Tu, quos ad studiam, atque usum forma-£>is agrestem, Jam vitulos fiottare &c. Virg.
Georg . z.
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