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Tomo quinto.
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Di AI 060 Primo. 25

Milanese di quel di Lodi, che cammina tranoi sotto nome di cacio Parmigiano, perchéuna Principessa di Parma lo diede a conoscerein Francia, dove si tien tuttavia non men chealtrove , in un altissima riputazione.

Tutti questi formaggi son composti di sem-plice latte di vacca, lenza interporvene pun-to punto di que! di capra, odi pecora, e sen-za sfiorarlo della sua crema, ehè quanto dirdel suo fiore : conciossiacosaché il latte spu-mato, o sfiorato serve a fare del cacio inferio-re, il qual non è altro, che latte quagliato,e spogliato della sua crema, per trarne il bu-tirro . Ma il formaggio di lloccaforte in Lin-guadoca credei! comunemente esser fatto dilatte di pecora.

Cav. Bisogna dire, che da questi animali firitragga un provento molto notabile ; mentrela più parte decontadini benestanti non pos-siedono altro capitale, che questo.

Prìor. Dal proveccio, che si ricava da una jj f ruNsola vacca, mezzanamente ubertosa, ed usa to.chefia pascere , non già neprati soverchio serti- ricavali, e graffi, ma nelle praterie ordinarie, si da unapuò agevolmente congetturare a quanto possa vacca,ascendere il frutto di quelle numerosissimeroandre, che vedonsi a pascolare nelle nostreabbondanti pasture. La crema , che si spremeogni settimana dalie mammelle duna buonavacca, ècapacèdi somministrarci fino a cin-que libbre di bsirro. Le più sterili ; e le novi-zie, ce ne danno, quando quattro, quandotre, e quando meno. Ora per fgre un compu-to ragionevole, e diffalcare altresì quel di me-no , che ciascuna vacca può fruttare l'inverno,