fó Le Praterie.
ti basta lasciarle inerpicare su pe’greppi decol-li più dirupati, e su per le fratte più scoscese,e più sterili; che per istinto di un'ineffabileI! latte provvidenza portano ai lor padrone una copiadelie ca- di latte così abbondevole, ch’è uno stupore,pre. La pienezza delle loro mammelle, che tocca-no quali terra, e che aggravano il loro corpo,è capace di nutrire regolarmente due capretti ;di supplire al difetto delle pecore , quandonon hanno tanto latte , che basti ad alimenta-re i loro agnellini ; e di allevar finalmente unvitello, quando la vaccha non abbia il mododi sostentarlo. Ma che dirò deil’affunto, chemolte volte si prendono di far da balie nellepovere case, alimentando col proprio latte iLe]capre figliuolini, le di cui madri nonn’hanno; edallatta» allevandoli colla medesima compiacenza, ed00 affetto, con cui se gli alleverebbe la stessacreature j Qr genitrice ? Che dirò delia singolare bel-umane. j ezZa j oro p e [ 0j c j le j n molti , e moltipaesi; ma spezialmente nella Barberia, nellaTurchia Asiatica, e nel territorio d'Angurafa) CV è (-r), si fila come la lana, e se ne fanno de cam-1’ antica melloti si sopraffini, che non hanno verunaAncira invidia a’drappi di filaticcio, e di seta? ChedeljaGa- dirò della pelle, sì delia capra, come del becco,laaia. c h’è tanto in pregio, e che s’ammorbidisce, eRacconcia, come il camoscio ? Che dirò final-mente della carne del capretto, che in va-ri paesi non è punto inferiore a quella de-gli Agnelli ?
Un altro ristoro mi sovviene qui adesso, nontanto per gli abitatori delle regioni poco uber-tose, quanto per ogni genere di paesi. Que-sti , con riverenza di chi m ascolta, si è il
por-