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dava comunemente la quadra; dicendosi, essergran tempo, che il filugello regnava in Euro-pa; ma non averto mai veduto approssimarealle porte di Francia. Ma che? Tutti questitermini di novità son termini inutili •• e tuttequeste obbiezioni sono altrettante chimere.Intanto le manifatture della seta si stabilironbenissimo ne’ sopradetti paesi, e vi sussistonotuttavia con un decoro particolare. Cosi purele piante de’gelsi hanno allignato perfetta-mente dove non si credeva, e si sono da pocoin qua oltre misura moltiplicate in quei terre-ni medesimi, donde non si ritraeva quasi nul-la. La seta, che ivi si raccoglie, è bellissima,e si fabbrica al giorno d’oggi in Lione con unafama niente minore di quella, che vien diNapoli, o di Levante. Se l’uso di questa seta,eh’è sì vistosa, e sì salda, diveniste apprestodi noi più comune, forse forse arri vereffimo aporre in non cale le tele Indiane, e di Persia ,e gli altri drappi stranieri. Così si potrebbead un’ora appagare il naturale talento, percui ci sentiamo violentemente portati versotutto ciò, che è brillante ; ed in vece d’arric-chire colle nostre perpetue compre le regionidell' Asia, trafficare questo danaro nel nostroRegno, e ricever tutto il profitto d’una mer-canzia nata, e fabbricata in casa nostra, senzadar guadagno alle nazioni straniere.
Fitte del Dialogo primo ,
I FIU-